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A cura di Alberto Rovi

Come attestano le antiche vedute di Como, la chiesa dell’Annunciata aveva una semplice facciata rivolta verso il torrente Cosia ed era orientata come le principali chiese cittadine con l’abside rivolta a est.
La decisione di rivolgere la facciata della chiesa dell’Annunciata verso la città, ribaltandone l’orientamento, risale al 1625 (nel mese di luglio) e andò ad effetto nel giro di cinque anni: nel 1630 (24 settembre) un documento attesta l’avvenuto compimento della nuova chiesa con facciata rivolta alla città.


Il significato di quella scelta è chiaro: dopo il riconoscimento canonico (1608) del miracolo delle catene (25 marzo 1529), la chiesa dell’Annunciata non era più solo la chiesa monastica di uno sparuto gruppo di monaci affiancati da una confraternita di laici, ma era assurta al ruolo di santuario, i cittadini che la frequentavano per invocare il Crocifisso erano sempre più numerosi, numerosi erano gli ex-voto in argento lasciati dalla riconoscenza dei fedeli, e altri se ne aggiungevano negli ultimi due anni fatidici di peste (1629-1630). La processione del Giovedì santo coinvolgeva tutti gli strati della società e aveva nel Crocifisso dell’Annunciata il suo preciso riferimento. Chi non poteva baciarlo o accostarglisi, come la maggior parte delle monache di clausura, saliva ai piani più alti del monastero sperando di intravederlo al suo passaggio, come ci rivela un suggestivo ex-voto dipinto.

La facciata esterna era rimasta semplice: in un disegno a penna del 1703 dell’Archivio di San Barnaba a Milano (i Barnabiti sembravano interessati ad assumere la cura della parrocchia) presenta un profilo a capanna e un semplice portale architravato sovrastato da una finestra a serliana. Una facciata troppo semplice per i gusti dell’epoca, ancora pienamente barocca. Perciò, tra il 1716 e il 1731, si modificò la basilica con una nuova facciata (anch’essa del tutto perduta): era in curva, a due ordini, su disegno dell’arch. Carlo Francesco Silva. Decisive per quell’opera furono le offerte del principe Odescalchi.

Il progetto del 1824 per la facciata neoclassica che oggi vediamo è opera dell’arch. Luigi Canonica. Per la sua completa realizzazione ci vollero molti anni. Fu eretta prima l’ala porticata che si sviluppa dalla facciata verso meridione e solo dopo il 1863 a cura dell’arch. Luigi Fontana fu eretta l’ala settentrionale.


Le sculture della facciata furono disposte in successive riprese: nel 1865 Pietro Bernasconi scolpì gli Angeli nei pennacchi che fiancheggiano la grande finestra semicircolare, recuperando il tema classico delle vittorie degli archi trionfali romani; nel 1871 Giuseppe Bayer, allievo di Pompeo Marchesi, realizzò il gruppo dell’Annunciata in marmo di Carrara alla sommità della facciata; nel 1932 Giuseppe Siccardi discepolo di Giuseppe Bayer completò con sculture in bronzo. Sono opera sua le solenni statue degli apostoli Pietro e Paolo.